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Ispirazioni

Oggi sarò la versione migliore di me (?)

“Today I will be the best version of me”.

Quando l’ho letta la prima volta, per non dimenticarla, l’ho messa come status di uno dei miei N profili digitali online. Risultato: non ho la più pallida idea di dove risulti pubblicata ora, ma la frase la ricordo bene. Mentre guardo l’oceano davanti a me la ricordo un po’ meglio del solito, alla fine di una giornata densa di emozioni forti, a tratti violente, un po’ come le raffiche di vento a 40 nodi di due giorni fa. Oggi è uno di quei giorni in cui in maniera del tutto inaspettata è esploso uno dei muri che con cura mi è capitato di costruire in qualche momento della mia vita, in qualche luogo dentro di me, più o meno tra lo stomaco e la pancia. Oggi è esploso. E il paesaggio che mi sono trovata davanti all’improvviso era tutt’altro che affascinante. Il primo istinto era quello di buttarmi sotto la sabbia per non guardare. Ma ho continuato a guardare, pietrificata, guardavo. C’era un mondo li dentro. Era una voragine, era nera, era desolata. Era terrorizante. Ed è stato quando mi veniva da vomitare dalle vertigini, guardando quel paesaggio che mi cercava di inghiottire, che ho capito che quella non era una cosa che mi faceva paura..quella era la mia paura. Ed in questo stato per quanto provassi ad essere la versione migliore di me, il pensiero che mi tartassava era: “Posso essere la versione migliore di me vedendo dentro di me questa cosa spaventosa?” Ho camminato, tanto. Ho chiamato la mia amica Anni, lei mi ha detto: “Metti i piedi nell’oceano e vedrai che ti arriverà una risposta.” I piedi nell’oceano non li ho messi, ma mi ci sono seduta molto vicina e lo guardavo. E mentre lo guardavo, l’oceano si è trasformato nella voragine nera..ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata inghiottire. Ho viaggiato in quel nero, ho nuotato, giù..sempre più giù. Nuotavo nella mia paura, e più scendevo e più il paesaggio diventava tutt’altro che spaventoso. Non c’era nulla di cui avere paura. Era acqua, era vita. C’era un sacco di vita li sotto. E io nuotavo, in mezzo a un mondo di forme e luci. E poi sono arrivata sul fondo, e li..ad aspettarmi c’era il mio tesoro, la mia stella che ad un tratto ha illuminato tutto. Ho riaperto gli occhi. L’oceano era ancora li a guardarmi, non era più nero ma illuminato dal sole. “Nonostante le mie ombre e le mie ferite, scelgo la vita”, questo mantra ascoltato mesi fa è entrato nelle mie orecchie di colpo come un tuono. Essere la versione migliore di noi sembra essere un’impresa impossibile quando una vecchia ferita si riapre. Perdonare chi ci ha ferito non è sempre facile. Perdonare noi stessi lo è ancora meno. Però possiamo scegliere. Possiamo scegliere di amarci: anche quando non riusciamo a perdonare, anche quando non ci siamo perdonati, anche quando non siamo la versione migliore di noi. Possiamo scegliere la vita, anche con le nostre ombre e le nostre ferite, perchè a volte è proprio lì che si nasconde il nostro tesoro più grande.